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Le lumache in orto e giardino: la nostra guida completa

Le lumache e le limacce in orto e giardino possono essere una grande sfida nei periodi di temperature miti e grande umidità. In questo articolo parleremo della nostra personale esperienza diretta nel loro contenimento sia in giardino che in vivaio.

La riproduzione

Questi molluschi sono in grado di deporre tantissime uova, e la loro presenza, se non contenuta, può diventare esponenziale, quindi prima che ciò avvenga è necessario intervenire. Iniziamo col dire che anche questi piccoli animaletti hanno un ruolo nell’ecosistema, molte specie infatti si nutrono principalmente di materiale in decomposizione, facendo quindi da spazzine e contribuendo alla fertilità del suolo trasformando, appunto, il materiale organico marcescente in escrementi, che poi nutrono il suolo. Nell’orto e giardino naturale pertanto la loro presenza può essere tollerata nell’ottica di una visione ambientale più ampia e rispettosa, ma se i danni sono insostenibili, perchè anche le tenere foglioline per loro sono appetitose, è necessario arginarle, possibilmente prima che depongano le uova, in autunno e primavera.

Metodi della nonna contro le lumache

Non abbiamo provato i gusci delle uova, ma pare funzionino, secondo molti nostri clienti, certamente sono da utilizzare su piccola scala, quindi se si ha un piccolo giardino o un balcone possono essere un valido metodo. Abbiamo esperienza diretta della cenere, molto efficace, ma da usare un piccolissime dosi una tantum, e quindi non affidabile sul lungo periodo perchè dopo ogni pioggia o nottata particolarmente umida (certamente non rara qui in Emilia) andrebbe ridistribuita, alterando il ph del suolo e innescando potenzialmente reazioni chimiche ad esempio con l’azoto. Un metodo da adottare sui vasi in ambiente riparato, quindi.

Un altro metodo molto famoso è quello della birra, e possiamo confermare che funziona. Alla sera, in primavera, mettiamo alcuni vasetti dello yogurt colmi di birra del discount in semenzaio, e alla mattina c’è sempre qualche limaccia che ha apprezzato. Anche questo metodo è adatto a spazi di modeste dimensioni.

Quando si trapiantano giovani piantine, o inizia la ripresa vegetativa delle perenni più ambite, si può finalmente dare un senso all’accumulo di vasetti di vetro che, non nascondiamoci, avviene in ogni casa in un angolo oscuro. Si possono disporre alla sera come piccole campane a testa in giù, ricordandosi di toglierli al mattino per evitare la vasocottura a luce solare. Una soluzione meno chic delle campane in stile vittoriano, ma ugualmente efficace, e il portafoglio ringrazia.

Equilibrio in giardino

Il metodo più “naturale” nei giardini più estesi consiste nel creare le condizioni tali per cui i predatori prendano la residenza nel nostro terreno. Parliamo di piccoli rettili, anfibi, ricci, uccellini. Meglio evitare di accogliere i topi, se possibile, anche se in questo caso sarebbero d’aiuto, per poi però causare altro tipo di danni. Per attirare forme di vita utili alla causa, è bene scordarsi l’idealizzato giardino perfettamente ordinato e pulito, decisamente un habitat poco invogliante, talvolta persino per noi umani. Bisogna invece offrire riparo e fonti di acqua, ad esempio allestendo un mini pond (laghetto), o utilizzando ciotole con acqua fresca e pulita a disposizione giorno e notte. Un altro riparo utile può essere una dead hedge o semplicemente lasciare cumuli di potature in cui sia possibile ripararsi, cespugli di more e via dicendo. I piccoli uccellini gradiranno le siepi campestri, dove ripararsi dai rapaci e trovare nutrimento.

La chimica

I vecchi veleni tossici sono da evitare come la peste. Per quanto istantanei e innegabilmente efficaci, creeranno danni ambientali alla fauna (animali domestici compresi) e alle acque tali per cui ci faranno perdere numerosissimmi punti karmici. Lasciamo perdere senza nemmeno discuterne oltre.

Per quanto riguarda le esche utilizzate in agricoltura biologica, ovvero quelle a base di fosfato ferrico, sono a nostro avviso una soluzione non tanto efficace, in quanto tra il momento in cui vengono ingerite e il decesso della lumaca passa un tempo sufficiente a sfornare decine se non migliaia di uova. Il problema non sarà risolto e nemmeno ridotto, solo temporaneamente stoppato. Inoltre non ci risultano, mentre scriviamo, studi che ne certifichino la totale sicurezza per gli altri animaletti che se ne potrebbero cibare (i piccoli predatori che desideriamo attirare e gli animali domestici).

Animali da cortile

Nel nostro giardino ospitiamo diverse galline e anatre corritrici indiane, decisamente ghiotte di lumache e limacce. In particolare le corritrici ne divorano a dozzine, se riescono a trovarle. Questo non sempre avviene perchè le pennute vanno a dormire alla sera, quando le striscianti e moleste amiche escono a far festa sulle piantine più tenere e deliziose. Tuttavia la loro ronda diurna può essere davvero efficace ad esempio in inverno, quando le lumache sono addormentate e l’orto è a riposo, o in estate, durante l’estivazione causata dalle alte temperature. Anno dopo anno aiutano a contenere l’infestazione.

Per esperienza sappiamo che la presenza di animali da cortile è semplice solo sulla carta, nella realtà si presentano una serie di problematiche a cui difficilmente si pensa prima, se si è neofiti.

Innanzitutto le galline raspano, e danneggiano le piante. Se si piantano giovani piantine in orto o nelle bordure abbiamo trovato come soluzione qualla di utilizzare il tessuto non tessuto per coprirle (ad esempio nel caso delle insalate) fintanto che non saranno cresciute, o almeno quando le galline saranno in giro. Le anatre corritrici non raspano, ma nemmeno disdegnano un po’ di verdura, quindi suggeriamo lo stesso stratagemma. Hanno inoltre bisogno di un bacino di acqua in cui immergersi, per il loro benessere.

Secondo problema: anche loro hanno i loro predatori. Da quando le abbiamo, riceviamo regolarmente la visita delle volpi (troviamo quotidianamente gli escrementi nonostante la recinzione), che come è noto sono tutt’altro che sciocche e sprovvedute, e non si aggirano solo di notte, quando le galline sono al riparo nei pollai, ma anche in pieno giorno. Quando è periodo di cucciolate, o la fame è tanta, sono particolarmente motivate e senza remore. Bisogna organizzarsi al meglio.

Il metodo più efficace

Nella nostra esperienza, un duro colpo alla riproduzione delle lumache e delle limacce può essere inferto col metodo più economico e faticoso: la raccolta notturna. Appena cala la sera, ci si arma di lampada frontale, guanti e secchio, e si fa il giro a raccoglierle. In vivaio facciamo così a primavera, e anche in autunno se vediamo che il problema si ripresenta. Per diverse sere di fila passiamo al setaccio ogni vasetto impiegando ore e rompendoci la schiena, ma vi garantiamo che il raccolto non è mai scarso. Si possono anche lasciare assi di legno, meglio se umide, che verranno usate dalle limacce come nascondiglio, e prelevarle di giorno.

Cosa fare delle lumache raccolte? Dipende dalle propensioni personali. Possono essere date alle già citate anatre come english breakfast il giorno dopo, fatte fuori dal raccoglitore stesso, oppure, metodo che sappiamo molti preferiscono, spostate in ambienti lontani. Vi invitiamo solamente a valutare se il trasloco della popolazione possa andare a far danni al nuovo ambiente in cui vengono spedite: sono una decina o qualche centinaio ogni giorno?

Conclusioni

Non esiste una soluzione universale o semplice a un problema che è complesso e diverso di giardino in giardino. L’unica cosa da fare è osservare, ragionare, fare tentativi e soprattutto perseverare, perchè, spiace dare il triste annuncio, le lumache rimarranno con noi ancora a lungo!

D’altra parte se non vi fossero mancherebbe un anello della catena alimentare, sarebbe un terribile segnale. Preferiamo di gran lunga offrirvi piante imperfette, ma tutelare l’ecosistema.

Buona caccia!

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